1.4

di Andrea Sartori

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LA GRANDE INCERTEZZA

 

Sorrentino ha vinto l’Oscar. Ciò ci riempie di ammirazione, ma non purtroppo di orgoglio, l’immagine che dà del nostro paese è desolante e vuota. Non si può essere orgogliosi di questa Italia.

 

La retorica sul film si è già scatenata ed a chi salta con corsa fantozziana sul carro del vincitore si è affiancata una critica ottusa sui contenuti del film. Ci sta che per come è stato strutturato, costruito e girato, non sia un prodotto per tutte le stagioni ma necessiti di sensibilità che tanto più educate sono tanto più permettono di amare questa pellicola.

 

La storia è una piccola storia di grandi delusioni e sconfitte, in una piccola Italietta che pur essendo capitale in realtà si dimostra provinciale. Ma circondata da una “grande, grandissima, immensa bellezza” che permette quindi di ritrovare quella serenità e quell’equilibrio che il nostro pazzo paese, per come si trascina stanco ma complicato nei suoi rantoli di un passato emergente, sembra tragicamente impossibile possa concedere.

 

I critici puntano l’indice su una immagine della nazione inetta, indolente, decadente, delusa, senza speranza. Un paese che ha già dato il meglio di sè e che quindi schiaccia ogni velleità di grandezza, ma premia i furbetti, i trafficoni, gli artificiosi.

 

Un’Italia vivace finchè la torta era talmente grande che anche le briciole permettevano a tutti di crescere, un’Italia che di fronte a vincoli, regole, rigidità e pulizia di teutonica emanazione e di fronte ad una involuzione planetaria, non riesce a dare il colpo di reni.

 

Siamo una società decadente. Siamo una società senza speranza in cui ci si getta dal decimo piano, ci si impicca nel capannone, si taglia il necessario per la povera gente e si mantiene il superfluo per la moltitudine dei nostri politici.

 

E poi scopri che anche il passato cade a pezzi come i muri di Pompei.

 

E’ necessario ricominciare da capo, smetterla di passare le serate a bere spritz e lavorare un’ora in più, insegnare ai nostri figli il sacrificio, l’impegno e la necessaria tensione all’eccellenza perchè la concorrenza è enorme, inclemente ed impietosa.

 

E’ necessario rispondere all’incertezza che ci viene dalla politica e dall’economia con una maggiore cultura.

Anche finanziaria. Che perlomeno i nostri risparmi siano al sicuro.  

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