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di Andrea Sartori

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Sofferenze, ispettori Bce nelle banche del Veneto

da “il mattino di Padova”.

OCCHIO ALLE VOSTRE SOLIDE BANCHE E OCCHIO A CIO’ CHE VI VENDERANNO PER RIPATRIMONIALIZZARSI… ALLA FINE E’ SEMPRE IL PARCO BUOI CHE PAGA. L’AVIDITA’ HA UN PREZZO….

Nel Veneto hanno bussato nella sede di Verona del Banco Popolare, negli uffici di Vicenza di Banca Popolare di Vicenza, nel quartier generale di Montebelluna di Veneto Banca. Un drappello di sei funzionari, accolti con cortesia dai direttori generali e salutati nel corso della giornata anche dai presidenti degli istituti. L’obiettivo della verifica è quello di valutare se il patrimonio delle banche italiane risponda ai criteri decisi dalla Banca centrale europea. All’appuntamento le tre banche venete arrivano con indici di patrimonializzazione molto diversi: il Core Tier 1 di Banco Popolare è del 10,5, quello della Popolare di Vicenza è pari al 9%, a Montebelluna del 7 per cento. Tutte e tre le banche hanno varato una serie di azioni a potenziamento del patrimonio: Banco Popolare, che ha chiuso il bilancio 2013 con 600 milioni di euro, ha lanciato un aumento di capitale da 1,5 miliardi necessario a rafforzare il patrimonio; Vicenza, che chiuderà il bilancio quasi in linea con l’anno scorso, ha lanciato due diversi aumenti per un miliardo di euro complessivo; Montebelluna ha annunciato un aumento di capitale da 500 milioni di euro, il bilancio dovrebbe essere vicino al pareggio. Il lavoro degli ispettori della Vigilanza europea si articolerà principalmente in due fasi. Una prima, compiuta attraverso una serie di verifiche a campione, analizzerà l’omogeneità dei criteri di valutazione degli attivi; una seconda fase, immediatamente successiva, esaminerà i crediti deteriorati, autentica croce di tutte le banche italiane. Per ogni istituto sono previste verifiche su circa 1250 posizioni individuali. Al termine delle due fasi, gli ispettori forniranno una pagella di patrimonializzazione «certificando» il dato per ciascun banca, con criteri omogei. La verifica sarà accompagnata dal lavoro di una primaria società di revisione contabile, naturalmente diversa per ciascuna banca rispetto al revisore contabile sotto contratto. A conclusione di questa seconda fase i cosiddetti «stress test» simuleranno una crisi di sistema importante e valuteranno le conseguenze sull’attivo patrimoniale di uno stress finanziario. Proprio il livello di crediti deteriorati è la variabile più preoccupante per gli istituti bancari del Veneto. Il Banco Popolare guidato da Carlo Fratta Pasini ha ricevuto in eredità le sofferenze del crac Italease e sta cercando di cedere un portafoglio di qualche miliardo di crediti problematici. É una delle prime tre banche d’Italia per crediti deteriorati rispetto al monte dei crediti totali, dopo Mps e prima di Unicredit. Banca Popolare di Vicenza avrebbe in pancia circa 700 milioni di crediti deteriorati. Veneto Banca sta completando un’operazione di cessione di crediti per 250 milioni di euro. Gli ispettori della Bce completeranno il loro lavoro entro il mese di agosto. A ottobre è previsto il rating individuale delle banche italiane: ecco perché tutti stanno cercando di correre ai ripari. Ma entro l’autunno si vedrà anche come stanno le banche italiane rispetto agli altri istituti europei.

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